| Indice |
|---|
| Il giardino sacro -Scheda |
| Lo spettacolo |
| Lorenza Zambon |
| Casa degli Alfieri |
| Tutte le pagine |
SABATO 5 MAGGIO 2012
ore 21,00
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
presenta
Il giardino sacro
ideazione e regia Lorenza Zambon
di e con Patrizia Camatel, Mariangela Celi, Fiona Sansone, Lorenza Zambon
musiche composte ed eseguite dal vivo da Carlo Actis Dato

ore 21,00
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
presenta
Il giardino sacro
ideazione e regia Lorenza Zambon
di e con Patrizia Camatel, Mariangela Celi, Fiona Sansone, Lorenza Zambon
musiche composte ed eseguite dal vivo da Carlo Actis Dato
L’esperienza dell’incontro con “la natura” può portarci, (sì, proprio noi, adesso) ad un’esperienza del “sacro”? Di che “sacro” stiamo parlando?
Ci sono luoghi che sono come porte. Quali sono questi luoghi per noi, persone in scena? E per voi? Noi siamo la specie più importante dell’universo?
Cosa hanno a che fare sacro e selvatico?
Hanno pratiche comuni? Ascoltare, comunicare oltre ai confini fra le specie, ringraziare? Esultare?
Dov’è il giardino? E il giardiniere?
Il tempo è breve. Ci permettete di farvi un regalo?
Ci sono luoghi che sono come porte. Quali sono questi luoghi per noi, persone in scena? E per voi? Noi siamo la specie più importante dell’universo?
Cosa hanno a che fare sacro e selvatico?
Hanno pratiche comuni? Ascoltare, comunicare oltre ai confini fra le specie, ringraziare? Esultare?
Dov’è il giardino? E il giardiniere?
Il tempo è breve. Ci permettete di farvi un regalo?

APPROFONDIMENTI
SABATO 5 MAGGIO 2012
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
Il giardino sacro
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
Il giardino sacro
LO SPETTACOLO
Radice del progetto è l’incontro fra Lorenza Zambon (attrice-giardiniera che esplora da tempo la relazione fra teatro e natura) e un gruppo di giovani artiste aggregatosi all’interno del laboratorio “Coltivando il nostro giardino”, Roma genn –aprile 2010; esperienza forte tanto da produrre un gruppo che intende proseguire nella ricerca di un teatro “fuori dai teatri”, in senso fisico ma soprattutto poetico ed etico, volto a propiziare la comprensione, non solo razionale, di punti di fuoco su cui si possa basare un nuovo e più responsabile pensiero/sentimento della natura, senza temere di spingersi verso la ricerca spirituale che il contatto profondo con "la natura" implica inevitabilmente.
Il testo: drammaturgia originale di Lorenza Zambon basata su un lavoro di ricerca comune che ha preso le mosse dall’ esperienza personale delle artiste coinvolte, si è sviluppato sperimentando l’andare in natura, il fare anima di paesaggio, il coltivare i luoghi e, soprattutto, condividendo la pratica meditativa del giardinaggio; si è poi rafforzato e strutturato grazie alle suggestioni , ai riscontri e ai confronti con le opere di autori che hanno indagato la relazione con la natura in ambiti molto diversi quali Gary Snyder, Raimon Panikkar, Fritjof Capra, Pia Pera, Giuseppe Barbera, Ernesto e Adriana Giorgetti, Matteo Meschiari.
La creazione de “Il giardino sacro” si avvale inoltre della preziosa collaborazione di Carlo Actis Dato, grande e appassionato musicista, compositore ed esecutore dal vivo delle musiche.
Il testo: drammaturgia originale di Lorenza Zambon basata su un lavoro di ricerca comune che ha preso le mosse dall’ esperienza personale delle artiste coinvolte, si è sviluppato sperimentando l’andare in natura, il fare anima di paesaggio, il coltivare i luoghi e, soprattutto, condividendo la pratica meditativa del giardinaggio; si è poi rafforzato e strutturato grazie alle suggestioni , ai riscontri e ai confronti con le opere di autori che hanno indagato la relazione con la natura in ambiti molto diversi quali Gary Snyder, Raimon Panikkar, Fritjof Capra, Pia Pera, Giuseppe Barbera, Ernesto e Adriana Giorgetti, Matteo Meschiari.
La creazione de “Il giardino sacro” si avvale inoltre della preziosa collaborazione di Carlo Actis Dato, grande e appassionato musicista, compositore ed esecutore dal vivo delle musiche.
APPROFONDIMENTI
SABATO 5 MAGGIO 2012
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
Il giardino sacro
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
Il giardino sacro
Lorenza Zambon, il teatro, la natura
"Ho una grande fortuna: le mie passioni e il mio lavoro sono la stessa cosa. Quel che faccio è teatro della “natura” (nella natura, con la natura?). Un teatro fuori dei teatri che parla del rapporto con le piante, i giardini, i paesaggi .. insomma con il pianeta ...il rapporto mio personale e quello della nostra specie.
Mi definisco e voglio essere “attrice-giardiniera", nel senso che per essere giardinieri non occorre avere un giardino, perchè il giardino è il pianeta e tutti noi ci viviamo dentro"
Lorenza
Teatrante da sempre (storia) nel 2000 Lorenza Zambon ha imboccato una via del tutto originale: incapace di resistere al potente “genio del luogo”che abita la collina della casa degli alfieri, si impegna infatti in esperimenti di “ibridazione” del teatro con la sua passione, maniacale, per le piante, i giardini, i paesaggi.
Questo ha portato ad una personalissima linea di ricerca e a una variegata pratica di teatro-fuori-dai-teatri popolata, appunto, da strani ibridi:
Gli spettacoli prima di tutto, pensati per essere rappresentati ed agiti in luoghi naturali come parchi, giardini, boschi, campagne oppure per portare frammenti di natura vivente all'interno di spazi non tradizionali.
Una "collana" di creazioni legate fra loro, quasi un unico discorso che si sviluppa e si articola uno spettacolo dopo l'altro ... come già traspare dalla sequenza dei titoli: Sette volte bosco, sette volte prato. Storia del dialogo fra gli uomini e le piante, Variazioni sul giardino, Paesaggi. Una passeggiata fra il visibile e l’invisibile e ancora Prima lezione di giardinaggio per giardinieri anonimi rivoluzionari, Il giardino segreto, Sillabario della natura e gli ultimi Sylva. Variazioni sulla foresta e Il giardino sacro...
Dietro a ognuno, al di là dei diversi "modi", c'è la speranza e l'ambizione, attraverso l’allargamento della percezione che la pratica artistica può indurre, di creare esperienze collettive emozionanti e profonde di riconnessione con il nostro pianeta vivente. Il desiderio è quello di indagare, scoprire e condividere la comprensione, non solo razionale, di punti focali su cui si basa la possibilità di un nuovo e più responsabile pensiero/sentimento della natura, senza temere di spingersi verso la ricerca spirituale, in senso laico, che il contatto intimo e personale con "la natura" implica inevitabilmente.
E poi un festival “Naturalmente arte” il primo e forse ancora l'unico festival italiano profondamente dedicato al rapporto fra il teatro e la natura. Si tiene annualmente sia in Monferrato, dove è nato, sia a Milano all'interno del Parco Nord da dove si è allargato in diverse propaggini territoriali con la creazione della "Rete lombarda per il teatro natura". Luoghi ed opere, uniti in un’esperienza non convenzionale per un pubblico nuovo.
Mi definisco e voglio essere “attrice-giardiniera", nel senso che per essere giardinieri non occorre avere un giardino, perchè il giardino è il pianeta e tutti noi ci viviamo dentro"
Lorenza
Teatrante da sempre (storia) nel 2000 Lorenza Zambon ha imboccato una via del tutto originale: incapace di resistere al potente “genio del luogo”che abita la collina della casa degli alfieri, si impegna infatti in esperimenti di “ibridazione” del teatro con la sua passione, maniacale, per le piante, i giardini, i paesaggi.
Questo ha portato ad una personalissima linea di ricerca e a una variegata pratica di teatro-fuori-dai-teatri popolata, appunto, da strani ibridi:
Gli spettacoli prima di tutto, pensati per essere rappresentati ed agiti in luoghi naturali come parchi, giardini, boschi, campagne oppure per portare frammenti di natura vivente all'interno di spazi non tradizionali.
Una "collana" di creazioni legate fra loro, quasi un unico discorso che si sviluppa e si articola uno spettacolo dopo l'altro ... come già traspare dalla sequenza dei titoli: Sette volte bosco, sette volte prato. Storia del dialogo fra gli uomini e le piante, Variazioni sul giardino, Paesaggi. Una passeggiata fra il visibile e l’invisibile e ancora Prima lezione di giardinaggio per giardinieri anonimi rivoluzionari, Il giardino segreto, Sillabario della natura e gli ultimi Sylva. Variazioni sulla foresta e Il giardino sacro...
Dietro a ognuno, al di là dei diversi "modi", c'è la speranza e l'ambizione, attraverso l’allargamento della percezione che la pratica artistica può indurre, di creare esperienze collettive emozionanti e profonde di riconnessione con il nostro pianeta vivente. Il desiderio è quello di indagare, scoprire e condividere la comprensione, non solo razionale, di punti focali su cui si basa la possibilità di un nuovo e più responsabile pensiero/sentimento della natura, senza temere di spingersi verso la ricerca spirituale, in senso laico, che il contatto intimo e personale con "la natura" implica inevitabilmente.
E poi un festival “Naturalmente arte” il primo e forse ancora l'unico festival italiano profondamente dedicato al rapporto fra il teatro e la natura. Si tiene annualmente sia in Monferrato, dove è nato, sia a Milano all'interno del Parco Nord da dove si è allargato in diverse propaggini territoriali con la creazione della "Rete lombarda per il teatro natura". Luoghi ed opere, uniti in un’esperienza non convenzionale per un pubblico nuovo.
APPROFONDIMENTI
SABATO 5 MAGGIO 2012
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
Il giardino sacro
Casa degli Alfieri - Teatro e Natura
Il giardino sacro
LA CASA DEGLI ALFIERI
La casa degli alfieri è una casa del teatro costruita sulla cima di una collina del Monferrato, tra vigne, boschi e infinito, dove abita e lavora un gruppo di artisti con un ventennale patrimonio di arte comune: prima una compagnia teatrale ed ora una sorta di “factory” in cui ognuno si impegna, con approcci e modi diversi ma confluenti, a portare il teatro fuori dai suoi binari, dentro la vita.
Gli alfieri sono Maurizio Agostinetto, Antonio Catalano, Luciano Nattino, Lorenza Zambon fedelmente supportati da Franca Veltro, Claudia Ponzone, Patrizia Camatel, Massimo Barbero, Franco Rasulo.
(www.casadeglialfieri.it www.universisensibili.it)
Dentro la casa ci sono gli appartamenti, gli uffici, una sala per riunioni e mostre, spazi comuni,
una grande sala per teatro-danza-musica, una foresteria per chi viene da fuori, artisti ospiti e amici.
Fuori c'è un grande giardino, alto sopra le valli, aperto al paesaggio delle colline e dei paesi lontani, creato un po’ alla volta dalle mani degli abitanti, conteso metro per metro al “gerbido” che aveva invaso un frutteto abbandonato da trent’anni …ed ecco “il giardino” il punto di partenza, l’inizio della via, la base fisica, materiale e già immediatamente poetica, di tutto il lavoro di Lorenza sul teatro della natura.
Ci sono due altissimi cedri, un’antica siepe di bosso e dietro un grande prato, querce, ciliegi, tante rose e peonie, piante aromatiche e iris, un teatro all'aperto, sguardi lontani, vento … lo popolano un'infinità di esseri, di diversa natura ....
Per tutti noi un piccolo luogo da cui guardare il pianeta .
Gli alfieri sono Maurizio Agostinetto, Antonio Catalano, Luciano Nattino, Lorenza Zambon fedelmente supportati da Franca Veltro, Claudia Ponzone, Patrizia Camatel, Massimo Barbero, Franco Rasulo.
(www.casadeglialfieri.it www.universisensibili.it)
Dentro la casa ci sono gli appartamenti, gli uffici, una sala per riunioni e mostre, spazi comuni,
una grande sala per teatro-danza-musica, una foresteria per chi viene da fuori, artisti ospiti e amici.
Fuori c'è un grande giardino, alto sopra le valli, aperto al paesaggio delle colline e dei paesi lontani, creato un po’ alla volta dalle mani degli abitanti, conteso metro per metro al “gerbido” che aveva invaso un frutteto abbandonato da trent’anni …ed ecco “il giardino” il punto di partenza, l’inizio della via, la base fisica, materiale e già immediatamente poetica, di tutto il lavoro di Lorenza sul teatro della natura.
Ci sono due altissimi cedri, un’antica siepe di bosso e dietro un grande prato, querce, ciliegi, tante rose e peonie, piante aromatiche e iris, un teatro all'aperto, sguardi lontani, vento … lo popolano un'infinità di esseri, di diversa natura ....
Per tutti noi un piccolo luogo da cui guardare il pianeta .



